Il futuro di Windows 7
New Orleans (LA) - Se c'è una cosa per cui questo WPC verrà ricordato non sarà probabilmente Office 2010 (pur con la sua declinazione web), e neppure Windows Azure: alla conferenza mondiale dei partner di Microsoft,
per la prima volta in un contesto così ufficiale e pubblico,
l'azienda di Redmond non ha fatto mistero del destino di Vista.
Un destino cruento, che prevede la sua eliminazione dal ricordo degli utenti e delle aziende che vivono dei prodotti di BigM, soppiantato - questa è la speranza -
da un Seven che sarà tutto quello che il suo predecessore non è stato: un sistema operativo con molte novità sul piano tecnologico, stabile, largamente compatibile e richiesto dalla clientela.
Windows Vista non è stato tutto questo: i diversi manager, di ogni livello, che si sono avvicendati al microfono, nelle varie chiacchierate e interviste di questi giorni,
non hanno fatto mistero degli errori compiuti e del fiasco.
Vista non è entrato nel cuore della clientela, l'attaccamento degli utenti a XP è la dimostrazione del fatto che qualcosa non ha funzionato (oltre che un problema sul piano finanziario): ci sono stati errori, lo ha ammesso lo stesso Bill Veghte (un pezzo da novanta a Redmond) al cospetto di tutti i giornalisti europei,
soprattutto per l'approccio seguito nell'elaborazione (troppo lenta) e nel lancio (senza un adeguato supporto dei partner commerciali di Microsoft, innanzi tutto per quanto attiene le periferiche hardware fondamentali come le VGA) di una delle più sfortunate versioni di Windows.
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Intel frena l'evoluzione dei Netbook.
Roma - Al centro del fenomeno netbook c'è un cuore intelligente rigorosamente marcato Intel, dunque non stupisce venire a conoscenza del fatto che i grandi produttori asiatici sono strettamente legati ai ritmi dell'evoluzione tecnologica del chipmaker:
al punto da ritardare la presentazione di nuovi prodotti in proporzione al rispettivo ritardo con cui Intel dice di voler commercializzare la sua nuova piattaforma Atom.
Originariamente atteso per l'ultimo quarto del 2009, il processore N450 (anche noto con il nome in codice Pine Trail) si farà al contrario attendere almeno sino al primo quarto del 2010.
Il ritardo nella presentazione del nuovo Atom si farà naturalmente sentire sull'intero settore dei netbook, e in particolare per quei produttori che già avevano in programma la vendita di macchine aggiornate per arricchire ulteriormente l'offerta dei subnotebook attualmente in commercio.
Acer e Asus saranno quindi costrette ad adattarsi alla mutata tempistica di Intel rimandando il rinnovo delle rispettive linee di netbook, che al momento presentano caratteristiche molto simili tra loro (processore Atom N270 o N280, RAM e hard disk delle medesime dimensioni) e che tali dovrebbero restare anche durante i periodi autunnale e natalizio.
Per Acer c'è da registrare anche il ritardo dell'atteso netbook basato su Google Android, una scelta giustificata con una richiesta di mercato "insufficiente" per un netbook di questo tipo ma che andrebbe ricondotta alla stessa mancanza di hardware adatto che attualmente riguarda tutti i subnotebook.
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